Liegi-Bastogne-Liegi 2026, Tadej Pogačar: “Oggi è successo un po’ di tutto… Paul Seixas mi ha impressionato, ho pensato ce la saremmo giocata in volata”

Tadej Pogačar scrive l’ennesima pagina di storia al termine di una Liegi – Bastogne – Liegi 2026 da record. Vissuta a ritmo folle sin dall’inizio per una maxi-fuga, comprendente Remco Evenepoel che ha segnato la prima parte di gara, la Doyenne è di nuovo dello sloveno, che trionfa per il terzo anno consecutivo portandosi a casa il suo quarto sigillo personale sulla ultima Monumento di Primavera. Per il campione del mondo arriva così la quarta vittorie in cinque giorni di gara quest’anno, con il solo secondo posto alla Parigi-Roubaix a rovinare una media comunque impressionante per qualità e varietà.

Oggi è successo un po’ di tutto… Alla partenza ero dietro, anche se sapevo che si parte veloci ed è dura – ammette – Seguivo le ruote, sentivo che andavamo veloci, ma poi ho capito che il gruppo si era spezzato. Dopo venti minuti di inseguimento abbiamo capito che non era così pericoloso lasciarli andare. Queste fughe numerose non trovano mai grande collaborazione. Anche se chiaramente con Remco Evenepoel un po’ di paura c’è, perché lui poteva partire da lontano. Ma siamo riusciti a controllare, con Vegard e Rune che hanno fatto un lavoro straordinario. Poi anche la Decathlon ci ha aiutato e il resto della squadra ha fatto un grandissimo lavoro. Alla fine era tutto sotto controllo, ma non devi mai lasciar partire Remco. Ma è andata bene…”

Per farlo comunque viene sfidato come forse mai era stato in questi ultimi anni da colui che sempre più sembra emergere come il suo erede, Paul Seixas (Decathlon CMA CGM): “Sulla Redoute andavo davvero a tutta e vedevo che era al limite, ma in cima mi ha affiancato e mi ha impressionato. Ha anche dato cambi molto forti quando eravamo in fuga e abbiamo creato un bel distacco. Da qualche parte in testa mi preparavo per una volata a due, ma sulla Roche-aux-Faucons ho accelerato, tenendo un ritmo alto perché conosco bene la salita ed è molto adatta a me. Fortunatamente si è staccato, ma sinceramente ero pronto a dovermi giocare la vittoria in volata”.

Il campione iridato ha poi approfondito ai nostri microfoni i momenti precedenti all’attacco, sottolineando come l’epilogo alla Parigi-Roubaix abbia giocato un ruolo chiave nella sua scelta tattica: “Stavo già pensando allo sprint a due, a come avrei dovuto affrontarlo. Sapevo che non c’era tra noi una grande differenza come invece c’è stata alla Roubaix con Wout van Aert e che quindi non mi avrebbe umiliato così. Quindi avevo già in mente lo sprint, ma volevo comunque provarci sull’ultima salita e ci sono riuscito. Quindi così ho evitato di avere la preoccupazione di essere superato in volata”.

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